La storia del borgo
Sulla sommità di un promontorio a 600 metri sopra il livello del mare, si sviluppa “Dominisia“, uno dei Borghi più antichi della Val d’Arzino e della Val Cosa.
Il Borgo si caratterizza per la presenza di case antiche sulle quali “domina” una imponente torre medievale. Da qui proviene, probabilmente, il toponimo di “Dominisia”, ovvero da “castrum”- castello, su cui “dominava” la torre sovrastante il Borgo stesso. Torre che svolgeva quindi la funzione di controllo sul complesso principale della tenuta, la “domus” appunto: quella casa imponente circondata dal piccolo villaggio. Il tutto, naturalmente, sotto il potere del “Dominus”, il Signore che ne amministrava la giurisdizione.
Egli dava vita ad una realtà in grado di preservare i sapori antichi, lontana dal trambusto rumoroso dei centri urbani che via via andavano a costituirsi sui colli e nelle pianure, che sarebbe stata poi denominata Piccola Patria del Friuli.
La “Domus” (dimora) delle origini, immersa nella ricca e suggestiva vegetazione boschiva, è conservata nella struttura dell’odierna “Villa Borgo Murs”.
La villa medesima coincide con la proprietà che nel pieno Medioevo faceva parte dei possedimenti dei Conti Ministeriali, i Savorgnan.
Il corpo abitativo originale venne abbandonato nel corso dei secoli; in seguito la popolazione locale si adoperò per riappropriarsi della “Domus”, la Villa, occupando e riprendendo l’uso delle terre circostanti sulle quali ricostruì le proprie abitazioni e diede così nuova forma all’antico nucleo. Quest’ultimo, nel tempo, si sviluppò diventando un vero e proprio Borgo. Venne in seguito appositamente denominato “Borgo murs” per il fatto che fino alla metà del Novecento fu amministrato dal tale “Nelo Dai Murs”.
Egli ne custodì l’architettura primigenia che ne preservava le mura contenitive esterne. Le terre coltivabili, di per se stesse molto fertili, vennero organizzate in terrazzamenti adatti all’allestimento di orti o di terreni a maggese, per procedere all’utilizzo dei foraggi come fieno: attraverso il taglio e il successivo essiccamento.
L’intera struttura subì una una prima ristrutturazione ad opera di un imprenditore veneziano e successivamente fu venduta ad una società londinese.
All’interno del corpo architettonico venivano organizzati convegni di studio, ristretti e dedicati a personalità autorevoli, a cui prendevano parte ambasciatori e grandi imprenditori.
Attualmente la villa è stata restaurata in modo fedele ed organizzata con la finalità di trasformarsi in un polo recettivo e turistico.
Dotato di ogni comfort sia all’interno che all’esterno dove dominano un paesaggio mozzafiato e una varietà naturale di lussureggiante vegetazione.
È possibile ammirare il sorprendente ingegno nella realizzazione dell’architettura rurale, che ha preservato l’originalità dell’opera muraria, costruendo e manutenendone il corpo principale, per ottenere un effetto visivo di forte impatto.
La struttura portante in pietra naturale, finemente scolpita, è stata lasciata a vista sia all’interno che all’esterno.
Splendida è la stanza del focolare con il proprio e caratteristico alare in ferro battuto, il “fogolâr” o “fogher”, che generano un’atmosfera di suggestioni calde ed antiche.
Evocativa è la stanza della lettura che pare custodire le eco crepitanti di carte e antichi volumi.
Il patio assieme al sottoportico esterno si affacciano all’intera valle, permettendo allo sguardo di raggiungere il mare Adriatico ad ovest, i Colli Euganei e i Monti Berici ad est.
Le corti esterne, i giardini, come pure il patio e i sottoportici sono a completa disposizione degli ospiti: una realtà immersiva verde velluto che trasforma il contesto in un rigoglioso Parco, capace di donare ombra e refrigerio da un lato e, dall’altro, la possibilità di passeggiare godendo di un salutare bagno di sole.
Fra i numerosi giardini ce n’è uno che regala un’emozione palpabile nel percorrere un sentiero arcaico (facente parte delle cosiddette antiche “clapadories”) delimitato da rocce e sassi finemente assemblati che, incuneandosi nel fitto del bosco frondoso, conduce al cuore del Borgo Dominisia.
La presenza di una splendida piscina esterna dalle dimensioni di una vasca olimpionica offre occasioni di ristoro e divertimento garantiti.
Infine, vi è la possibilità di rigenerarsi attraverso passeggiate lungo i sentieri escursionistici. Questi sono largamente diffusi e ben segnalati nei punti di percorrenza e di snodo.
Sono generalmente adatti anche all’escursionista inesperto e conseguentemente attrezzati per essere intrapresi in assoluta sicurezza.
Il complesso fin qui descritto dunque, caratterizza fortemente quella ricercatezza e quella mai casuale forma di raffinata accoglienza, che conferiscono esclusività alla struttura.